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Trasformare il settore alimentare per un futuro più sostenibile. Da New York, lanciata call to action a CEO e leader del settore.

  • In occasione della 74ma Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, Fondazione Barilla e i suoi partner invitano i leader del settore alimentare a intraprendere azioni immediate e concrete per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda ONU 2030
  • L’ SDG 2 – Sconfiggere la Fame – appare uno dei più urgenti sui quali intervenire: mappando 162 Paesi tra i 193 firmatari dell’Agenda ONU, è stato raggiunto in media solo per il 53,6%.

New York, 25 settembre 2019 – Secondo le Nazioni Unite, per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 è necessaria una trasformazione nel modo di produrre il cibo e gestire le risorse della terra. In quest’ottica, lo studio di Fondazione Barilla (BCFN) dal titolo Fixing the Business of Food: The Food Industry and the SDG Challenge – presentato ieri a New York durante un evento a margine della 74ma Assemblea Generale ONU traccia un quadro delle azioni già implementate dal settore alimentare e lancia una call to action ai suoi leader, indicando le azioni che andranno adottate, da qui al prossimo futuro, per accelerare il processo di trasformazione e arrivare a una gestione sostenibile del cibo, della terra, dell’acqua e degli oceani.

“I leader del settore alimentare hanno già compiuto passi avanti per il raggiungimento degli SDGs, adottando il concetto di sviluppo sostenibile come parte integrante del loro core business. Tuttavia, per centrare i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile entro il 2030, abbiamo ancora bisogno di azioni concrete. Fondazione Barilla, coi suoi partner d’eccellenza, ha riconosciuto la necessità di intraprendere azioni immediate, sistemi di monitoraggio e misurazione, e politiche educative volte a promuovere la trasformazione verso la sostenibilità. Solo lavorando insieme possiamo raggiungere gli SDGs”, ha dichiarato da New York Guido Barilla, Presidente della Fondazione Barilla.

Come evidenziato dallo studio Sustainable Development Report 2019[1], sono ancora numerosi i passi che i Paesi compiere verso il conseguimento dei 17 Obiettivi. In particolare, l’indice che misura il rendimento dell’Obiettivo 2 – Sconfiggere la fame – evidenzia che, a livello mondiale, è stato raggiunto in media solo il 53,6%. 56 Paesi sui 162 monitorati dallo studio si fermano a un punteggio inferiore al 50%.

I sistemi alimentari contribuiscono contemporaneamente alla diffusione di fame, malnutrizione e obesità e sono anche responsabili: di circa un quarto delle emissioni globali di gas serra; nel 90% dei casi, della scarsità di acqua registrata in particolari situazioni; della maggior parte delle perdite di biodiversità, del sovrasfruttamento della pesca, del sovraccarico di nutrienti che compaiono nell’acqua, del suo inquinamento e di quello dell’aria. Allo stesso tempo, i sistemi alimentari sono anche altamente vulnerabili per via dei cambiamenti climatici e del degrado del territorio. È tempo per i leader del settore alimentare di mobilitarsi. A questo proposito il documento presentato da Fondazione Barilla mette a loro disposizione un modello per farlo.

“Considerando l’impegno dei leader del settore alimentare per rispettare gli obiettivi temporali degli SDGs e gli accordi di Parigi sul clima, è necessario un documento che fornisca approcci concreti. I manager del settore devono agire per adeguare la produzione, le attività di reportistica e monitoraggio delle proprie aziende ai parametri degli SDGs, lungo l’intera filiera. Un altro impegno che le aziende dovrebbero assumersi, infine, è quello di impegnarsi a sensibilizzare l’opinione pubblica su stili di vita sani e sostenibili”, ha spiegato Jeffrey Sachs, Direttore UN Sustainable Development Solutions Network e Professore, Columbia University.

Fondazione Barilla – in collaborazione con il Sustainable Development Solutions Network (SDSN), il Columbia Center on Sustainable Investment (CCSI) e il Santa Chiara Lab dell’Università di Siena – ha elaborato lo studio “Fixing the Business of Food: The Food Industry and the SDG Challenge”, analizzando l’attuale funzionamento del settore alimentare e come questo debba adattarsi alle sfide ambientali e sociali.

Il report “Fixing the Business of Food: The Food Industry and the SDG Challenge”, evidenzia quattro ‘dimensioni di allineamento’, ovvero tematiche che le imprese del settore dovrebbero rispettare contemporaneamente, se intendono contribuire ad un ambiente più sostenibile e società più giuste e inclusive:

  1. Promuovere e sviluppare, attraverso le strategie e i prodotti aziendali, diete sane e sostenibili
  2. Utilizzare, nella produzione di cibo, pratiche operative e processi aziendali sostenibili dal punto di vista economico, ambientale e sociale
  3. Sviluppare filiere alimentari sostenibili
  4. Comportarsi sempre in maniera responsabile, secondo i criteri della “good corporate citizenship”

Per promuovere la trasformazione verso sistemi alimentari sostenibili, è necessario un cambiamento nelle pratiche aziendali e negli standard di monitoraggio e rendicontazione, che devono essere più armonizzati, sistematici e comparabili. Tale comparabilità permetterà di sostenere gli sforzi delle aziende nel fissare obiettivi più ambiziosi per le quattro dimensioni del nostro framework”, ha commentato Angelo Riccaboni, Professore di Economia aziendale all’Università di Siena e Presidente della Fondazione Prima.

“Ripensare i modelli di produzione e consumo alimentare a partire dalle conoscenze tradizionali si traduce in alti valori sociali e culturali, che possono contribuire all’incremento della produttività dei piccoli agricoltori, alla riduzione dello spreco di cibo e favorire l’accesso dei produttori locali a mercati più ampi. In Italia, lavoriamo da anni con il settore privato, che ha compiuto importanti passi avanti nel campo della trasformazione alimentare, della riduzione dei rifiuti di imballaggio e dell’approvvigionamento di ingredienti di qualità”, ha dichiarato Emanuela C. Del Re, Viceministro agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale.

Il report segna la prima fase di un progetto biennale. Con uno sguardo al futuro, il secondo anno vedrà il coinvolgimento dei leader del settore con l’obiettivo di promuovere un più elevato allineamento delle pratiche aziendali agli SDGs, l’armonizzazione e la comparabilità delle procedure di reporting e monitoraggio e la centralità delle politiche formative ed educative. Le raccomandazioni del secondo anno verranno rese pubbliche in occasione della sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2020.

Il report completo è disponibile su www.fixing-food.com/

[1] Sustainable Development Report 2019, Sachs et al. 2019