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Siena e le Contrade fanno Goal?

La prima Summer School for Sustainable Development 17 Goals (SDGs), una città e le sue 17 Contrade

È domenica mattina, il sole sta sorgendo, ma devo assolutamente andare al Santa Chiara Lab.
Siena si sta colorando e voglio vederla dagli scalini della Basilica di Santa Maria dei Servi.
Siamo in trenta persone con le più disparate professionalità ed esperienze, selezionate tra 146 candidature per partecipare alla prima Summer School for Sustainable Development a livello nazionale organizzato dall’ASviS (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile) grazie alla collaborazione con il Santa Chiara LAB dell’Università di Siena e alcuni importanti sponsor, tra cui Leonardo, Enel e altri. Lezioni, momenti di incontro e confronto dalla mattina alla sera per 2 settimane sui 17 Obiettivi dell’Agenda 2030, illustrati e analizzati da professori universitari, dal mondo dell’impresa, della scienza e della politica per comprendere l’urgenza, accelerare il cammino in tutti gli ambiti, settori e livelli per ridurre l’incremento del riscaldamento globale. Una corsa! Viviamo, respiriamo la cura con cui tutto è stato organizzato per il convegno e la sensazione è quella di un treno in corsa che sta passando: l’opportunità di un cambiamento radicale in cui ognuno è determinante per una nuova prospettiva.

La visione della città dagli scalini della chiesa di fianco alla sede del convegno è meravigliosa: aldilà del muro, il verde dei cipressi, la vallata e il profilo di Siena, illuminato dalle luci dell’alba. Come non innamorarsi di ogni paesaggio, impreziosito dal tempo, custodito e preservato per secoli? Le diverse sfumature del color caldo della creta compongono un mosaico, dove ogni tassello è determinante per reggere, sostenere, elevare l’insieme: una vetrata si illumina, riflette e cattura lo sguardo, poi tetti, finestre, porte, sino alla torre del Mangia, il palazzo comunale, il Duomo e quella porta, che i senesi chiamano il Facciatone, una finestra aperta verso il cielo, una porta temporale tra passato e futuro. Il giorno prima mentre stavamo lavorando ai project work, un arcobaleno aveva colorato il cielo.

Nel 2015 a maggio Papa Francesco con l’enciclica “Laudato sì” si era rivolto a tutte le persone di buona volontà, poi a settembre dello stesso 193 Paesi dell’Onu hanno sottoscritto l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione con 17 Obiettivi (SDGs, Sustainable development goals), da raggiungere entro il 2030 per ridurre il riscaldamento globale ed evitare scenari irreversibili. La sfida è globale. C’è chi ha detto che dopo anni di discussioni, vivere e vedere quell’accordo è stato un miracolo!

Il problema ora è arrivato a noi, non lo possiamo più rimandare. Il tempo corre e lo stiamo vivendo. Lezioni, appunti, momenti di confronto, video, dati, qualche amarezza e incomprensione, dubbi, età e professioni diverse, confidenze con persone fino a qualche giorno prima sconosciute, promesse di leggere, scambiarsi idee, notizie che possano essere utili. La seconda settimana è già quasi finita e sembra non bastare per raccogliere le tante idee, file, link, documenti, assimilare, rielaborare e produrre qualcosa di concreto, ma tra risate e discussioni, le ore piccole, la chitarra, i pc e i cavi della ricarica, la bellezza della città e il suono dei tamburi che ogni tanto risuona tra le vie, non possiamo tornare a casa senza essere anche noi cambiati.

Come diventare una società generativa? Come ringraziare Siena di questa esperienza e della ricchezza di quanto abbiamo condiviso? Mentre la complessità ci sovrasta, le immagini che restano sono la prima e l’ultima, la teoria e la pratica. Siamo partiti da una lezione sul “Buon governo” e dagli affreschi del Lorenzetti, la relazione tra il paesaggio, la campagna e la città, tra le persone e l’ambiente. Ogni particolare impresso per secoli dal 1300 ad oggi era già proiettato al futuro in relazione a tutti i 17 SDGs. Andandolo a vedere con i nostri occhi, ci siamo fermati su ogni particolare, ammirando il panorama dalla grande loggia verso la vallata ci siamo sentiti parte di questa storia. Collante tra tutti è la consapevolezza e il desiderio di fare qualcosa, magari a Siena e per Siena. Questa città che ha raggiunto l’equilibrio di emissioni CO2, questa città che nasce e porta nei secoli la ricchezza dei “bottini”, l’acquedotto romano con le sue fontane, la via francigena, l’ospedale dei pellegrini e le contrade. Allora mentre i project work prendono forma per affidare a questa città un po’ del nostro tempo e proporre soluzioni nel campo della politica, dell’educazione, dell’innovazione e delle imprese, mentre le parole corrono, gli impegni e i nostri cari ci aspettano, il nostro piccolo dono per Siena è un istante di luce, un legame al mistero e alla provvidenza a cui Siena si è sempre affidata nei secoli.

Uscendo dal Palazzo comunale un’amica chiede quante siano le contrade. La risposta ci ha regalato il sorriso. Ci siamo resi conto di una di quelle coincidenze che fanno riflettere. Come 17 sono gli SDGs dell’Agenda 2030, così 17 sono le contrade. Come Siena ci ha chiamati a partecipare da tutta Italia per iniziare un cammino a livello nazionale, così Siena ha questa opportunità: ogni contrada può divenire ambasciatrice di uno degli Obiettivi dell’Agenda 2030; un legame, un motivo particolare con uno degli SDGs per promuovere iniziative che ne diffondano la conoscenza, in relazione anche all’esortazione del Papa a partire dalle famiglie. Siena e le sue contrade potrebbero così rinnovare un cambiamento culturale.

Ora rendendosi conto della complessità delle dinamiche tra contrade (che però rispecchia perfettamente la complessità delle sfide che dobbiamo affrontare ogni giorno), ciò che ci ha portati qui è anche ciò che vi lasciamo. Avete la possibilità di presentare la proposta al Magistrato delle contrade, capire le modalità, condividerne i contenuti per rendere ogni contrada ambasciatrice di uno specifico Obiettivo, con un proprio rappresentante di riferimento e creare così quel valore condiviso, che, come ci è stato insegnato, si genera solo dalla relazione tra le persone. Come abbinarle? Come scegliere e stabilire un legame, un collegamento logico? Va impostato a priori, su richiesta o affidandosi alla buona sorte? La proposta forse non poteva che venire da chi come noi, non è di Siena. La risposta sarà la vostra scelta. Per puro esercizio logico l’abbinamento è possibile, ma “ogni cambiamento ha bisogno di motivazioni e di un cammino educativo” (Laudato sì, 15). Se qui siamo giunti e da qui ripartiamo è perché lo abbiamo compreso e con queste parole vogliamo ringraziare Siena di questo cammino.

Si respira la gratitudine di una meravigliosa esperienza di crescita professionale e personale. Cosi, augurandomi di fare cosa gradita, scrivo a nome di tutti e per tutti con il desiderio di rivederci lungo il cammino di uno sviluppo più sostenibile.
Grazie di cuore.

Siena, 21 settembre 2018